Qui troverete risposte alle domande più comuni riguardanti il processo di donazione, i requisiti per diventare donatori, i benefici della donazione e le misure di sicurezza adottate durante il prelievo. La donazione di sangue è un gesto semplice ma fondamentale che può salvare vite. Se non trovate la risposta alla vostra domanda, non esitate a contattarci. Siamo qui per aiutarvi e fornire tutte le informazioni necessarie per rendere la vostra esperienza di donazione positiva e gratificante.
Come premessa, bisogna subito dire che il sangue, malgrado le notizie circolanti sullo stato delle ricerche, è attualmente “prodotto” esclusivamente dal nostro organismo. La nuova legge sulla donazione degli organi riconosce che, in assenza di dichiarazione contraria, tutti i cittadini italiani sono potenziali donatori. Per effettuare i trapianti c’è bisogno di molto sangue, anche 60–80 sacche. Ci sono poi trasfusioni chirurgiche e per incidenti. Inoltre, gli 'emoderivati' usati in medicina non possono essere prodotti se non dal sangue donato.
Il sangue dei donatori di Rapallo è destinato all'Ospedale San Martino di Genova, dopo accurati esami di laboratorio.
Donare sangue offre gratificazione morale, controllo costante della salute e in alcuni casi incentivi da parte delle aziende.
Sì, ma è necessario attendere 4 mesi prima di tornare a donare.
Sì, se seguono una dieta priva di glutine, possono donare sangue.
No, è necessario attendere la fine del periodo allergico per riprendere a donare.
Bisogna attendere almeno 15 giorni dall'ultima assunzione e il completo recupero prima di donare.
Sì, le donne in menopausa possono donare fino a 4 volte all'anno, come gli uomini.
Alcuni Paesi richiedono la sospensione temporanea della donazione. Per maggiori informazioni, consultare le linee guida della Simti.
Se il diabete è sotto controllo con compresse, si può donare. Se si usano iniezioni di insulina, non si può donare.
Sì, è possibile guidare senza problemi, a condizione di sentirsi bene.
L'AVIS è un'associazione di volontari che si sostiene con rimborsi ministeriali, contributi di enti locali e donazioni private.
Si eseguono test per sifilide, epatiti, HIV e esami ematochimici annuali. Il donatore riceve un controllo gratuito dello stato di salute generale.
Sì, la legge sulla privacy garantisce la massima riservatezza dei risultati delle analisi.
No, donare sangue non è doloroso. La parte più fastidiosa è la leggera punzione sul dito per misurare l'emoglobina. L'inserimento dell'ago nella vena per la donazione è indolore.
Molti potenziali donatori temono gli aghi, ma i prelievi sono rapidi (tra 5 e 7 minuti), incruenti e con aghi sottilissimi, meno fastidiosi di una puntura di zanzara.
Durante la donazione non c'è 'spargimento di sangue'. Chi è sensibile alla vista del sangue può chiedere di coprire la sacca e il segmento di collegamento.
No, il prelievo è sicuro, effettuato con materiali sterili e previa disinfezione. Donando si tiene sotto controllo il proprio stato di salute.
La quota liquida si ricostituisce in poche ore, mentre la quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) entro pochi giorni.
Il prelievo standard è di 450 ml. Un adulto ha circa 4-6 litri di sangue, a seconda del peso.
No, per un adulto sano non comporta rischi. Esistono regole precise: tra una donazione e l'altra devono trascorrere almeno 90 giorni, e non più di 4 donazioni all'anno per l'uomo e 2 per la donna in età fertile.
È necessario portare carta identità, tessera sanitaria e tesserino Avis se già rilasciato.
Si consiglia di essere a digiuno o di fare una colazione leggera a base di frutta, spremute, tè o caffè poco zuccherati, e pane non condito.
La donazione dura dai 10 ai 20 minuti, seguita da una colazione abbondante.
Il donatore ha diritto a un certificato per giustificare l'astensione dal lavoro. La legge prevede il diritto di astenersi dal lavoro per l'intera giornata, mantenendo la normale retribuzione.
